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Wedding

Tommaso, astrofisico, ed Elisa hanno trovato un legame unico con la stella Albireo, un sistema binario, simbolo del loro amore, che riflette l’eterno danzare di due stelle—una piccola e una grande, una arancione e l’altra blu.

Entrambi hanno voluto celebrare la loro unione con una cerimonia in armonia con il mondo naturale e il cosmo. Insieme a La Sposa degli Alberi, hanno scelto con cura la location per la cerimonia civile, adattandola alle loro esigenze. Alla fine, hanno optato per un luogo incorniciato da antichi querce e immerso nello spettacolare scenario di un uliveto.

La giornata è iniziata con una leggera pioggia e vento, ma li ha ben presto premiati con un sole splendente e un tramonto magico, permettendo a tutto l’evento di svolgersi all’aperto, proprio come avevano immaginato.
Il pranzo di nozze si è svolto tra gli ulivi, in perfetta armonia con lo spirito naturale che Elisa e Tommaso avevano desiderato per il loro matrimonio.

Rivedere il film di questo matrimonio naturale ci riempie sempre della stessa emozione provata quel giorno. Dai discorsi sentiti degli sposi e degli invitati, alle melodie cantate da Tommaso e dal coro formato da amici stretti, fino all’imprevisto flash mob a tema Backstreet Boys, la giornata si è conclusa con un’intensa interpretazione de “La Cura” di Franco Battiato da parte di Tommaso. Questa canzone è ormai indissolubilmente legata al loro ricordo, e ogni volta che la ascoltiamo, siamo trasportati in quei momenti indimenticabili.

Foto: Francesco Galdieri

La storia d’amore di Lavinia e Marco potrebbe facilmente competere con la trama di un romanzo o di un film di successo. I loro percorsi sembravano sfiorarsi più volte nel tempo e nello spazio, fino a quando non si sono finalmente incontrati nella vibrante città di Barcellona, durante un concerto di musica elettronica. Da quel momento cruciale, sono stati inseparabili, anche quando il loro amore ha dovuto affrontare le sfide della distanza.

L’ottimismo innato e la natura estroversa di Lavinia hanno splendidamente completato il carattere serio e introverso di Marco, creando una partnership dinamica e armoniosa, dove si supportano a vicenda nelle sfide della vita.

Il loro percorso ha preso una svolta significativa con l’arrivo della piccola Matilda, portando con sé i cambiamenti unici e trasformativi che solo un bambino può portare. Dall’euforia iniziale ai momenti inevitabili di dubbi e crescita, hanno affrontato insieme le gioie e le difficoltà della genitorialità. Un’esperienza che, come genitore, posso testimoniare essere tutt’altro che semplice, ma incredibilmente gratificante e in continua evoluzione.

Il culmine della loro bellissima storia ha avuto luogo nella splendida cornice dell’Abbazia di San Giusto in Italia. Questa location storica, con radici che risalgono al X secolo quando era una semplice chiesa parrocchiale benedettina, ha offerto lo sfondo perfetto per il loro matrimonio. Il monastero restaurato, con la sua ricca storia, ha fornito una location magnifica per la celebrazione.

Lavinia si è preparata per il grande giorno nella spaziosa stanza al secondo piano, illuminata dalle sottili finestre tipiche dell’epoca, creando giochi di luce e ombra che abbiamo sapientemente incorporato nel video. Nel frattempo, Marco si è preparato nella torre del monastero, salendo i stretti gradini fino a stanze piene di luce ma con un’atmosfera affascinante, arredate con gusto per mantenere il senso della storia. L’antica chiesa ha fatto da sfondo alla loro commovente cerimonia, mentre il cortile interno ha accolto gli ospiti per il ricevimento.

Anche gli spazi esterni dell’abbazia hanno avuto un ruolo fondamentale nella celebrazione: il grande prato ha ospitato aperitivi e dolci, mentre la terrazza panoramica ha offerto uno sfondo mozzafiato per il taglio della torta.

Il loro matrimonio è stato una celebrazione segnata da semplicità ed eleganza, caratterizzata da momenti sinceri condivisi non solo tra gli sposi, ma anche con gli ospiti più cari, che hanno partecipato con entusiasmo alla gioia per l’unione di Lavinia e Marco.

Foto: Francesco Galdieri

 

Quando penso a Claudia e Pascal, mi vengono in mente i loro sorrisi, la gioia pura nei loro occhi e la straordinaria positività e ottimismo che li caratterizzano. Nonostante vivano a Parigi, il nostro primo incontro di persona è avvenuto il giorno del loro matrimonio, eppure è sembrato come se fossimo amici da tutta la vita.

I preparativi si sono svolti in un hotel non lontano dalla location, mentre sia la cerimonia religiosa sia il ricevimento hanno avuto luogo al Casale di Polline, una location per matrimoni incantevole che si affaccia sul tranquillo Lago di Bracciano, a pochi chilometri da Roma.

Il matrimonio di Claudia e Pascal è stata una vera celebrazione della musica. Per cominciare, la cerimonia cattolica si è svolta all’aperto nella piccola cappella adiacente alla tenuta, un evento insolito in Italia. L’officiante, una persona molto cara agli sposi, ha presieduto una Messa profondamente emozionante e ispiratrice, lontana dalle cerimonie talvolta monotone e impersonali a cui ho assistito. La cerimonia è stata ulteriormente arricchita da un coro composto da amici e colleghi della coppia, che hanno cantato con passione straordinaria, anticipando il tema musicale del matrimonio.

Considerando il background di Claudia come attrice teatrale e musicale, con Pascal che spesso l’ha accompagnata in vari progetti, non sorprende che la musica abbia avuto un ruolo centrale nei festeggiamenti. Insieme ai colleghi di Claudia, abbiamo assistito a un delizioso flash mob eseguito in italiano e in francese, che ha commosso la sposa fino alle lacrime. E, naturalmente, un mini-concerto dell’ensemble musicale di cui fanno parte entrambi—i Woodlight! Vi consiglio di ascoltarli su Spotify; sono davvero eccezionali!

Un ultimo prezioso ricordo di questo straordinario matrimonio a tema musicale che sono felice di condividere è che Claudia aspettava la piccola Luce, che in italiano significa “Light”. Con questo dettaglio in più, le emozioni catturate nel video assumono un significato ancora più profondo.

Foto: Francesco Galdieri

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